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Le fortezze medicee di Portoferraio dall'alto, Isola d'Elba

Isola d'Elba

La storia dell'Elba

Poche isole al mondo hanno visto passare così tanta storia: Etruschi e Greci, Roma, i Medici, Napoleone, le miniere e infine il turismo. Un racconto di tremila anni, in breve.

L'Elba è sempre stata contesa perché è sempre stata preziosa: prima per il ferro, poi per la posizione, oggi per la bellezza. Chi cammina sull'isola cammina su tremila anni di storia — spesso senza saperlo.

Questa è la storia dell'isola in sette capitoli, con un'indicazione pratica per ciascuno: cosa resta da vedere oggi, a portata di gita dalle nostre case di Marina di Campo.

Tremila anni in sette capitoli

VIII sec. a.C.

Aethalia: gli Etruschi e il ferro

I Greci la chiamarono Aethalia — scintilla. Non era una metafora: di notte, dal mare, si vedevano i fuochi delle fornaci etrusche che fondevano il minerale del versante orientale. Da qui usciva il ferro più puro d'Europa, il metallo che armò e costruì il Mediterraneo antico.

Per gli Etruschi l'Elba fu una miniera a cielo aperto e una fucina: il ferro elbano viaggiava verso Populonia, sulla costa di fronte, per essere lavorato e commerciato in tutto il mondo antico.

Da vedere oggiLe miniere di Rio e il laghetto rosso di Terranera, dove la terra luccica ancora di ematite.

III sec. a.C. – V sec. d.C.

Roma: ville sul mare e granito

Con Roma l'isola — Ilva, per i Latini — continuò a dare ferro e cominciò a dare granito: colonne e blocchi elbani partirono per i cantieri dell'impero. E i patrizi romani scoprirono per primi la vocazione turistica dell'isola, costruendo ville sontuose affacciate sul mare nella rada di Portoferraio.

Da vedere oggiI resti delle ville romane delle Grotte e della Linguella, a Portoferraio.

XI – XV secolo

Pisa, il granito e le torri

Nel Medioevo l'Elba entrò nell'orbita di Pisa, che ne cavò granito per le sue chiese e vi lasciò pievi romaniche e fortificazioni. È l'epoca in cui nascono i borghi di altura — San Piero, Sant'Ilario, Marciana — arroccati per difendersi dalle incursioni dal mare.

Da vedere oggiLa fortezza pisana e la chiesa di San Niccolò a San Piero, sopra Marina di Campo.

1548

Cosimo I e Cosmopoli

Nel 1548 Cosimo I de' Medici ricevette dall'imperatore Carlo V l'incarico di difendere l'isola, flagellata dalle incursioni corsare di Khair ad-Din Barbarossa. Il borgo di Ferraia divenne una città-fortezza rinascimentale: Cosimo la chiamò Cosmopoli, «la città del cosmo» — l'odierna Portoferraio.

Pochi decenni dopo gli Spagnoli si insediarono sul versante opposto, fortificando Porto Longone — l'odierna Porto Azzurro — con l'imponente Forte San Giacomo, ancora oggi affacciato sul golfo.

Da vedere oggiLe fortezze medicee di Portoferraio (Forte Stella, Forte Falcone) e il Forte San Giacomo a Porto Azzurro.

1814 – 1815

I dieci mesi di Napoleone

Nel maggio 1814 Napoleone Bonaparte sbarcò a Portoferraio da esule — ma con il titolo di sovrano dell'isola. In dieci mesi la governò davvero: strade, miniere, amministrazione, perfino la bandiera con le tre api d'oro che l'Elba usa ancora.

Visse tra la Palazzina dei Mulini, sopra Portoferraio, e la Villa di San Martino in campagna; alla fine di agosto salì al santuario della Madonna del Monte sopra Marciana, dove incontrò la contessa polacca Maria Walewska. Il 26 febbraio 1815 salpò di nascosto verso la Francia — i Cento Giorni, e Waterloo, erano a poche settimane.

Da vedere oggiLa Palazzina dei Mulini e la Villa di San Martino (musei napoleonici), e il sentiero della Madonna del Monte.

1800 – 1945

Il ferro moderno e lo sbarco del 1944

Tra Ottocento e Novecento le miniere dell'est — Rio, Calamita — diventarono un'industria: migliaia di minatori, altiforni a Portoferraio, il ferro dell'Elba nell'acciaio d'Italia.

La Seconda guerra mondiale arrivò anche qui: il 17 giugno 1944 gli Alleati sbarcarono proprio sulla costa di Campo, silenziando la batteria tedesca di Capo Poro — le piazzole si vedono ancora lungo il sentiero del faro, a mezz'ora a piedi dalle nostre case.

Da vedere oggiIl sentiero di Capo Poro con le piazzole della batteria, e i musei minerari di Rio.

dal 1950

L'Aethalia e la nascita del turismo

Negli anni Cinquanta il primo traghetto moderno d'Italia — battezzato, non a caso, Aethalia — aprì l'isola al mondo: barman in livrea, bicchieri di cristallo, e l'Elba che da isola di minatori diventava isola di vacanza.

Le miniere chiusero nel 1981, e l'isola scelse la strada della tutela: il Parco Nazionale dell'Arcipelago Toscano nel 1996, il Santuario Pelagos per i mammiferi marini nel 1999. Nel frattempo, nel 1986, a Marina di Campo nasceva Locman — segno che l'artigianato d'eccellenza qui non ha mai smesso.

Da vedere oggiTutta l'isola: oggi il monumento è il paesaggio stesso.

Domande frequenti sulla storia dell'Elba

Perché l'Elba si chiamava Aethalia?

È il nome greco dell'isola: «scintilla». Di notte, dal mare, si vedevano i fuochi delle fornaci etrusche che fondevano il ferro del versante orientale — il più puro del Mediterraneo antico.

Quanto tempo è rimasto Napoleone all'Elba?

Circa dieci mesi: dal maggio 1814 al 26 febbraio 1815, quando salpò di nascosto verso la Francia. Non fu un semplice esilio — governò l'isola da sovrano, e le sue due residenze a Portoferraio sono oggi musei.

Cosa si può visitare della storia dell'Elba?

Le fortezze medicee di Portoferraio e le residenze di Napoleone (Palazzina dei Mulini e Villa di San Martino), il Forte San Giacomo a Porto Azzurro, i musei minerari di Rio, la fortezza pisana di San Piero e il sentiero di Capo Poro con la batteria della Seconda guerra — quest'ultimo a piedi dalle nostre case.

Quando hanno chiuso le miniere dell'Elba?

Nel 1981, dopo circa tremila anni di estrazione quasi ininterrotta. Oggi le miniere dell'est si visitano, e il laghetto verde di Terranera e le terre rosse di Rio raccontano ancora quella storia.

Dormite dentro la storia

Da Marina di Campo ogni capitolo di questa storia è a portata di gita — e la spiaggia resta a due passi. Scriveteci e Giovanni vi risponde di persona.

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