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La costa e i rilievi dell'Isola d'Elba dall'alto

Isola d'Elba

La natura dell'Elba

Un continente in miniatura: in pochi chilometri il mare dei cetacei, la macchia profumata, i mufloni del Capanne, i fiori che non esistono altrove e la roccia che ha fatto la storia dell'isola.

L'Elba è la terza isola d'Italia — 223 km² di coste, montagne e macchia — ma sembra molte isole in una: il granito a ovest, il ferro a est, la macchia mediterranea che profuma tutto e un mare che è area protetta internazionale. Questa varietà, in così poco spazio, è ciò che la rende unica.

E poi c'è quello che non si trova da nessun'altra parte: fiori che crescono soltanto su queste rocce, farfalle e piccoli animali che l'isolamento ha reso specie a sé. Non serve essere naturalisti per accorgersene — basta un'uscita in barca per incrociare i delfini, una passeggiata nella macchia per sentire l'erica, uno sguardo al Capanne per capire perché i mufloni l'hanno scelto. Ecco cosa vive intorno alle nostre case.

Il Santuario dei Cetacei

Il mare

L'Elba è nel cuore del Santuario Pelagos, la prima area marina protetta internazionale del Mediterraneo — istituita nel 1999 da Italia, Francia e Principato di Monaco per i mammiferi marini: 87.500 km² tra i mari più ricchi d'Europa.

Delfini

tursiopi e stenelle · avvistabili in barca

Le specie più facili da incontrare al largo dell'Elba sono il tursiope e la stenella striata, spesso in branco a giocare sull'onda di prua; più di rado il grampo e il delfino comune. Le uscite di whale-watching partono da Marina di Campo e dagli altri porti, e in una sola stagione si contano oltre cento avvistamenti.

Balenottere e capodogli

nel blu profondo del Santuario

Al largo, dove il fondale sprofonda, il Santuario Pelagos ospita la balenottera comune — il secondo animale più grande del pianeta, fino a venti metri — e il capodoglio, oltre a globicefali, grampi e zifii. Incontri rari, ma veri, nelle acque elbane.

La foca monaca

specie simbolo · segnalata di recente

La foca monaca del Mediterraneo, tra i mammiferi marini più rari al mondo, è tornata a farsi rilevare nell'Arcipelago Toscano con il monitoraggio non invasivo del Parco. Difficilissima da vedere — ama grotte e spiagge deserte — ma la sua presenza dice quanto questo mare, protetto, stia guarendo.

I pesci di questi fondali

dentice, ricciola, tonno, pesce spada

Sotto costa nuotano saraghi, occhiate e scorfani; più al largo il dentice e la ricciola, e in mare aperto il tonno e il pesce spada. Con l'acqua sempre più calda si affaccia anche il pesce pappagallo, dai colori tropicali.

Tartarughe e squali innocui

Caretta caretta · verdesca

La tartaruga marina Caretta caretta frequenta queste acque e nidifica sempre più spesso sulle coste toscane. Al largo vive la verdesca, uno squalo pelagico schivo e innocuo per l'uomo: parte dell'equilibrio di un mare sano.

Il gabbiano corso

simbolo del Parco · scogliere e isolotti

Sulle scogliere più solitarie nidifica il gabbiano corso (Larus audouinii), tra i gabbiani più rari del Mediterraneo e simbolo del Parco Nazionale — lo si riconosce dal becco rosso corallo. Con lui il marangone dal ciuffo, il cormorano che asciuga le ali sugli scogli, e le berte che di notte chiamano al largo.

I campioni di questo mare

Carlo Gasparri · Renzo Mazzarri

Da questi fondali sono usciti due leggende della pesca in apnea: Carlo Gasparri, campione del mondo nel 1969 e più volte campione europeo, e Renzo Mazzarri, tre volte campione del mondo, tra i più grandi apneisti di sempre. Entrambi nati e cresciuti all'Elba: il mare qui forma chi lo respira.

Fauna di terra

La terra

Dai crinali del Monte Capanne alla macchia bassa, l'Elba ospita una fauna sorprendente per un'isola — con un simbolo su tutti.

Il muflone

simbolo dell'isola · pendici del Monte Capanne

Introdotto negli anni '60, il muflone — una pecora selvatica dalle corna ricurve, che a distanza sembra una capra di montagna — si è adattato alla perfezione e vive soprattutto sulle rocce del Monte Capanne. Avvistarlo all'alba, stagliato sul crinale, è un'immagine dell'Elba vera.

Cinghiali e piccoli mammiferi

boschi e sottobosco

Il cinghiale centroeuropeo, introdotto negli anni '70, è presente in tutta l'isola: schivo, può superare i cento chili, e i suoi scavi si vedono ovunque nel sottobosco. Con lui la lepre, la martora, il riccio e una ricca popolazione di pipistrelli che anima le notti elbane.

Rapaci

falco pellegrino, gheppio, poiana

Sulle falesie nidifica il falco pellegrino — il più veloce degli uccelli — insieme al gheppio, alla poiana e al massiccio corvo imperiale. Al crepuscolo escono il barbagianni e il gufo comune. Alzate lo sguardo sui promontori.

Uccelli della macchia e migratori

capinera, rondone, beccaccia, pernice

La macchia canta di capinere e piccoli passeriformi; d'estate i rondoni — tutte e tre le specie italiane — tagliano il cielo sopra i paesi. In autunno arrivano i migratori come la beccaccia, mentre la pernice rossa e il fagiano, introdotti, popolano i campi.

Rettili e anfibi

tarantolino, ramarro, raganella tirrenica

Tra le rocce vive il tarantolino (Euleptes europaea), minuscolo geco notturno e unica specie elbana di interesse europeo; con lui il ramarro verde smeraldo e il biacco, il serpente più comune e del tutto innocuo. Nelle pozze d'acqua dolce canta la raganella tirrenica, un anfibio che esiste solo tra Sardegna, Corsica e queste isole.

Il profumo dell'isola

La macchia mediterranea

Chi arriva all'Elba lo sente prima ancora di vederla: l'aria di erica, cisto e corbezzolo. La macchia è l'anima verde dell'isola.

Erica arborea e la radica

fino a 4 metri · legno prezioso

L'erica arborea forma boschi alti fino a quattro metri. Dalla sua radice — la "radica" — si ricava un legno duro e pregiato: lo stesso con cui, nel 1988, nacque a Marina di Campo il primo orologio Locman. Un filo che lega la macchia elbana all'orologeria.

Corbezzolo e cisto

la macchia alta

Il corbezzolo, con le sue bacche rosse d'autunno, e i cisti che a maggio coprono i pendii di fiori bianchi e rosa sono il cuore della macchia. Con loro mirto, lentisco, ginestra e rosmarino: il profumo che resta addosso.

Lecci, sughere e pini

i boschi dell'isola

Dove la macchia si fa bosco crescono il leccio, che un tempo copriva l'isola, e la sughera dalla corteccia spessa. Lungo le coste il pino marittimo profuma di resina; nei giardini cipressi e pini domestici disegnano l'orizzonte.

I castagni del Capanne

Marciana · quota alta

In quota, sui fianchi del Monte Capanne sopra Marciana, sopravvivono i castagneti secolari — gli stessi tra cui Napoleone piantò la tenda alla Madonna del Monte. Ombra fresca e frutti d'autunno, un altro volto dell'Elba.

Solo qui

Le specie che vivono solo qui

L'isolamento ha fatto dell'Elba un laboratorio dell'evoluzione: otto piante crescono soltanto su queste rocce, e con loro farfalle e piccoli animali che non troverete in nessun'altra parte del mondo.

I fiori del Capanne

fiordaliso, viola e zafferano dell'Elba

Sulle creste granitiche del Monte Capanne crescono fiori che non esistono altrove: il fiordaliso del Capanne (Centaurea ilvensis), la viola dell'Elba dai petali che virano dal cobalto al giallo, e lo zafferano dell'Elba (Crocus ilvensis), scoperto e descritto soltanto nel 2011. Fioriscono all'inizio della primavera, quando in quota resiste ancora il freddo.

I fiori delle scogliere

limonio e giglio stella

Dove gli spruzzi del mare bagnano la roccia vive il Limonium ilvae, un limonio che colonizza soltanto le scogliere elbane. Nelle valli umide del versante sud-ovest si apre il giglio stella (Pancratium illyricum), grande fiore bianco che l'isola condivide solo con Sardegna e Corsica.

Farfalle e reliquie del ghiaccio

specie sopravvissute all'isolamento

Volano qui farfalle endemiche come la Coenonympha corinna, e nelle sorgenti vive persino un gamberetto cieco (Ilvanella) che il buio ha reso senza occhi. In alto, sul Capanne, sopravvivono piante "reliquie" di ere più fredde: superstiti salvate in poche nicchie umide, quando tutt'intorno è ormai Mediterraneo.

Geologia

La roccia

L'Elba è famosa tra i geologi di tutto il mondo: in un'isola sola convivono il granito, le rocce sedimentarie e le montagne di ferro. Tre isole in una, anche sotto i piedi.

Il granito del Monte Capanne

versante ovest

Tutto l'ovest dell'isola è un'unica massa di granito, nata dal magma di un antico vulcano mai eruttato: il Monte Capanne, 1.019 metri, è la sua cima e il tetto dell'Arcipelago Toscano. È il granito con cui sono costruiti i borghi di San Piero e Sant'Ilario, e su cui si aprono le calette levigate di Fetovaia e Seccheto.

Le gemme di San Piero

tormaline e minerali

Nelle vene pegmatitiche del granito, attorno a San Piero, si trovano cristalli che hanno reso l'Elba celebre nei musei mineralogici del mondo: tormaline colorate — una loro varietà si chiama elbaite, dal nome dell'isola — quarzo, berillo e altre rarità. Il Museo mineralogico Luigi Celleri, in paese, le custodisce.

Il ferro dell'est

Rio e Calamita · 3.000 anni di miniere

Il versante orientale è tutt'altra roccia: ematite, pirite e magnetite che luccicano al sole. Qui si è estratto ferro per tremila anni, dagli Etruschi fino al 1981; da queste miniere prende nome un minerale, l'ilvaite, da Ilva, l'Elba dei Romani. Il laghetto verde di Terranera e le terre rosse di Rio raccontano ancora questa storia.

Domande frequenti sulla natura dell'Elba

Si vedono i delfini all'Isola d'Elba?

Sì: l'Elba è nel Santuario Pelagos e le specie più comuni al largo sono il tursiope e la stenella striata. Le uscite di whale-watching partono anche da Marina di Campo. Gli avvistamenti sono più frequenti in mare calmo, al mattino.

Ci sono specie che vivono solo all'Isola d'Elba?

Sì: l'isola ha otto piante endemiche che non crescono in nessun altro luogo, tra cui il fiordaliso del Capanne (Centaurea ilvensis) e lo zafferano dell'Elba (Crocus ilvensis), descritto solo nel 2011. A queste si aggiungono farfalle endemiche e persino un gamberetto cieco delle sorgenti: è l'effetto dell'isolamento sull'evoluzione.

Che animali vivono sull'Isola d'Elba?

A terra il muflone (simbolo dell'isola, sul Monte Capanne), il cinghiale, la lepre e la martora; tra i rettili il raro tarantolino, tra gli uccelli il falco pellegrino, la poiana e il gabbiano corso. In mare delfini, tartarughe e, sempre più, la foca monaca.

Perché l'Elba è famosa tra i geologi?

Perché racchiude in pochi chilometri il granito (a ovest, il Monte Capanne), le rocce sedimentarie (al centro) e i minerali di ferro (a est). Le tormaline di San Piero e l'ematite di Rio sono nei musei mineralogici di tutto il mondo — due minerali, l'elbaite e l'ilvaite, portano addirittura il nome dell'isola.

Cos'è la macchia mediterranea che si sente all'Elba?

È la vegetazione spontanea dell'isola: erica arborea, corbezzolo, cisto, mirto, lentisco, ginestra e rosmarino. È ciò che dà all'aria dell'Elba il suo profumo inconfondibile, soprattutto in primavera e dopo la pioggia.

Vivete l'Elba, non solo la spiaggia

Tre case a Marina di Campo, tra il mare dei delfini e la macchia del Capanne. Scriveteci e Giovanni vi risponde di persona.

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